Gli effetti collaterali sono noti nella medicina come risultato secondario, per esempio, di un intervento chirurgico, di una medicazione specifica, oppure – come generalmente noto – di stimolanti. Sebbene siano comunemente associati con effetti indesiderati e avversi, possono essere anche di beneficio, al punto che qualche terapia o farmaco viene prescritto appositamente a causa dei loro difetti.
Come comune denominatore, i nostri contributi a quest'edizione di FAmagazine si concentrano su entrambi i casi e su una comprensione imparziale degli eventi collaterali, in particolare nel contesto dell’urbanistica e dell’architettura, essendo quest'ultima o un effetto collaterale di un’altra dinamica oppure, involontariamente o consciamente, introdotta da un fenomeno supplementare.
Mentre inizialmente li abbiamo battezzati come eventi “collaterali”, questo termine si è rivelato troppo spregiativo (“danni collaterali”) e di carattere accondiscendente. Una ricerca sulle conseguenze della gestione di risorse idriche sull’urbanistica, lanciata da Philip Stessens e Annabelle Blin per l’occasione, ha suscitato una nomenclatura più equilibrata: quella di epifenomeni, la quale, in un modo più neutrale, implica un rapporto causale tra il fenomeno secondario (epi-, “in aggiunta a...”) e quello primario.
Gli epifenomeni che si trovano nei contributi di Job Floris (NL), Philip Stessens (B) and Annabelle Blin (FR), Marcello Tavone (IT), Mei-Mei Xue (US) e nel mio, Andreas Kofler (IT), descrivono situazioni che hanno origini come processi paralleli, eventualmente condotto altrove, e di seguito sono state individuate come parzialmente autonome o persino auto-sufficienti.
Job Floris indaga edifici cuneiformi rintracciati nelle griglie urbane – un epifenomeno di regolarizzazione. Philip Stessens e Annabelle Blin esaminano la fisica dell’ambiente urbano bioclimatico – un epifenomeno di urbanizzazione. Marcello Tavone analizza la topografia dei terrils (discariche di scarti del carbone) del Belgio – un epifenomeno di industrializzazione. Mei-Mei Xue esplora l’impatto della produzione tessile a Prato – un epifenomeno di attività economica. Andreas Kofler studia i minimarket giapponesi come rivelatori urbani – apparsi come epifenomeno di un'attività di franchise sovrasaturante.